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TORITTO: UNA SERATA CON NICO SALATINO E LA SUA COMPAGNIA TEATRALE

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Scritto da Redazione Online Network    Lunedì 20 Gennaio 2020 12:27

Nella serata di sabato 18 gennaio 2020 a Toritto Nico Salatino presso il Salone Parrocchiale S.Nicola ha presentato “Prova d’Autore”.


C O M U N I C A T O

 

Ridere per Riflettere

Nella serata di sabato 18 gennaio 2020 un Nico Salatino in gran forma ha illuminato il salone parrocchiale S.Nicola di Toritto. Era la seconda serata di autofinanziamento che il Lions Club Toritto organizzava per raccogliere fondi per poter donare un cane guida ad un non vedente del nostro territorio.

La serata era intitolata “Prova d’Autore” e vedeva coinvolti Nico Salatino con la sua compagnia e tra i giovani attori, alla prima prova con un grande capocomico, c’era il nostro carissimo Michele Mongelli.

La serata è iniziata con il cerimoniere Michele Mongelli che ha introdotto il Presidente. Poche parole di sostegno al Sindaco coinvolto suo malgrado in un episodio su cui sta indagando la magistratura. Poi il Presidente Ena Servedio ha salutato e ringraziato il folto pubblico presente.

Dapprima il Parroco che ci accoglie da perfetto padrone di casa soffermandosi con il suo vice fino alla fine della rappresentazione, i tanti amici Lions (c’era tutto il direttivo del L.C. Toritto, quello del L.C. Cassano con il Presidente nonché autorevole giornalista Angelo Jacovazzi con la gentile consorte, il vice presidente del Bari San Nicola nonche ex segretario distrettuale Roberto Mastromatteo anche lui con la gentile consorte e tanti amici di Toritto che ci stanno seguendo, nel nostro sogno).

Breve presentazione della scuola per Cani guida, fiore all’occhiello del Lionismo Italiano cui è seguita una articolata presentazione della piece con una lunga carrellata sulla vocazione all’ “accoglienza” della Città di Bari che all’inizio del secolo scorso ha accolto ed integrato gli Armeni poi i profughi Istriani negli anni ’50 e infine gli albanesi della “ Vlora” Nico Salatino ha ripercorso, facendoci ridere, pensare e ...soffrire come e perché i profughi istriani erano giunti a Bari.

Molte le citazioni e i riferimenti letterari o dotti, ne cito solo uno, Dacia Maraini e la sua, “Marianna Ucria”.

Accurata la scelta musicale in cui i settantenni hanno facilmente riconosciuto “Una casetta nel Bosco” e l’abbigliamento delle signore con la lunghezza delle gonne delle nostre mamme. Piccoli segnali per definire la diversità di ceto sociale era dato anche dalle calze di seta e dalle scarpe con i tacchi sottili ma piuttosto bassi , tipici di quegli anni, della zia Lucietta e quelle raso terra con calzini della moglie del protagonista Accurato lo studio dell’arredamento, lo scenografo con pochi abili tocchi è riuscito a trasformare il palcoscenico del centro Parrocchiale in una povera abitazione di Bari vecchia nell’immediato dopoguerra.

Per chi non c’era, l’opera verrà replicata il 30 e 31 all’Abeliano, ed io vi dico: “andate non si può perdere, ve lo consiglio“.

 

ENA SERVEDIO

Lions Club Toritto

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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