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Home Piccolo Teatro San Giuseppe TORITTO: DOMENICA 27 GENNAIO 2019 "IL VANTONE" DI PIER PAOLO PASOLINI

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TORITTO: DOMENICA 27 GENNAIO 2019 "IL VANTONE" DI PIER PAOLO PASOLINI

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Scritto da Redazione Online Network    Giovedì 03 Gennaio 2019 10:47
Nei giorni 13-20-27 gennaio 2019 e 3-10 febbraio 2019 presso il Piccolo Teatro San Giuseppe di Toritto andrà in scena "IL VANTONE" di pier Paolo Pasolini, adattamento e regia di Nico De Palo.

 

C O M U N I C A T O

 

Il superamento degli stereotipi sociali offerti dalla “borghesia” di ogni tempo: è questo l’elemento distintivo che più ha colpito nel corso dei secoli della commedia di Tito Maccio Plauto.

Partendo da tipi sclerotizzati nella cultura greca prima, e in quella Latina poi, il più grande commediografo della nostra penisola ribalta in senso carnevalesco la scomoda realtà che lo circonda, offrendocene una visione riflessa attraverso uno specchio convesso. Una critica velata e “contaminata” che ha portato a riflettere con un sorriso amaro traduttori, autori teatrali e spettatori di ogni epoca.

Pier Paolo Pasolini, intellettuale intrinsecamente rivoluzionario, non poteva farsi sfuggire l’occasione nel 1963 di creare un copione ex novo in tre settimane su richiesta di Vittorio Gassman, accettando di tradurre il Miles Gloriosus, o per meglio dire, di “traslare” il suo senso profondo attraverso una rielaborazione tout court.

È così che è nato Il Vantone: dall’idea di ricostruire dalle fondamenta il messaggio plautino, di concedere le sostanze giuste per la crescita e il sostentamento delle spore del teatro in senso lato.

È in quest’ottica che si giustifica non solo la traduzione non filologica e a tratti sommaria del Pasolini, ma anche la criticatissima decisione di usare il romanesco come lingua e la rima libera come metro. Nessun componimento teatrale italiano ha mai ottenuto una commistione ben riuscita tra aristocrazia del linguaggio e voracità dei toni lontanamente simile a quella delle opere di Plauto. Pasolini, attraverso la schiettezza ontologica del vernacolo, riesce a portare in auge un pesante messaggio sovversivo, politico e sociale.

Attualizza la figura del servo astuto, della prostituta maligna ma disposta all’aiuto, del vecchietto fedele e soprattutto del soldato fanfarone, associandoli a personaggi comuni del nostro vivere quotidiano. Per astrazione dunque gli spettatori riescono a toccare i vizi e le virtù dei personaggi, psicologicamente complessi, ridendo dei primi e propendendo verso le seconde.

In questa commedia la via del giusto viene spianata dai personaggi più umili, pronti a smontare l’ego smisurato e prepotente del vanesio soldato, usando il suo autocompiacimento in funzione contraria a se stesso. Una commedia che tra la risata e la spensieratezza, si pone in una posizione coerente con il principio “purificatore”, che era l’obbiettivo principale del teatro antico.

 

 

 

 

 

 

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