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TORITTO: CASO VALERIA LEPORE, LA FAMIGLIA PRESENTA NUOVA QUERELA

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Scritto da Redazione Online Network    Martedì 07 Novembre 2017 22:17

Nuova querela da parte della famiglia Lepore in seguito alla morte di Valeria dopo tre interventi. La nuova accusa mossa ai medici del Policlinico dai familiari della poliziotta di Toritto è di omissione di atti d'ufficio: non sarebbe stata rilasciata tutta la documentazione sanitaria relativa al decesso della donna...

 

Nuova querela da parte della famiglia Lepore in seguito alla morte di Valeria dopo tre interventi. La nuova accusa mossa ai medici del Policlinico dai familiari della poliziotta di Toritto è di omissione di atti d'ufficio: non sarebbe stata rilasciata tutta la documentazione sanitaria relativa al decesso della donna.

Nei giorni scorsi il padre della donna, Giuseppe, accompagnato dal legale Michele Vaira, ha depositato in Procura una denuncia in cui ricostruisce il "calvario" della figlia: l'accusa è di omissione di atti d’ufficio per il mancato rilascio di tutta la documentazione sanitaria relativa alla sua morte.

Nel documento viene evidenziato che parte della documentazione relativa agli esami svolti a Bari non sarebbe stata consegnata all’autorità giudiziaria né ai parenti, nonostante reiterate richieste. Da quella documentazione, secondo la famiglia, emergerebbero responsabilità non ancora accertate.

Inizialmente la Procura di Bari aveva aperto un'inchiesta indagando 20 medici di tre diverse strutture sanitarie da cui la ragazza era passata: il pronto soccorso di Manduria, l’ospedale Maria Santissima Annunziata di Taranto e quello di Bari, dove era stata infine ricoverata e operata.

La posizione dei sette medici baresi è stata subito archiviata. Per i medici tarantini, invece, gli atti erano stati trasmessi alla Procura ionica che ha provveduto nei mesi scorsi alla richiesta di rinvio a giudizio per i due medici dell’ospedale di Taranto che avevano eseguito il primo intervento chirurgico (domani 8 novembre 2017 inizierà l'udienza preliminare). Uno dei due professionisti rischia anche un processo per falso poiché è accusato di aver falsificato le firme del consenso informato. Archiviata a Taranto l’inchiesta che coinvolgeva altri 8 medici, mentre pende la posizione di ulteriori tre sanitari“.

Fonte:www.baritoday.it

 

Ecco l'intervista al padre, Giuseppe Lepore, dal quotidianodibari.it:

<<L’idea che mi sono fatto è che ci sono troppe cose che non quadrano, a partire dal primo ricovero a Taranto e poi a Bari, dove potrebbero essere state falsificate le firme poste sul consenso, cosi come ha stabilito la grafologa nominata dalla Procura di Taranto, senza contare che hanno omesso di consegnare tutta la documentazione sanitaria agli inquirenti. Tutto quanto con un conflitto di interessi pazzesco e in particolare non hanno consegnato la Tac effettuata a Bari prima della craniectomia, fondamentale per accertare la verità sulla morte di Valeria. Ma anche la registrazione dello stesso intervento eseguito successivamente: ricordo che quella Tac fu eseguita con il metodo di contrasto, nonostante già a Taranto fosse stato contro indicato. E aggiungo che per ben quattro volte abbiamo chiesto alla direzione sanitaria del Policlinico Consorziale di Bari  la lastra della Tac, più il dischetto e non ci hanno mai risposto. Infatti, in merito a queste istanze, ho fatto una denuncia nei confronti della struttura sanitaria in Procura. Guardi, questo e tanto altro ancora è dimostrabile dalla documentazione in mio possesso, senza ombra di dubbio>>.

 

Va bene, saranno i tribunali a stabilirlo. A proposito: a che punto sono i processi?

<<Non ci crederà, ma fino a oggi sono passati 1200 giorni e nessun processo e’ iniziato ancora. Io sinceramente penso che in Italia ci sia una giustizia che viaggia a doppia velocità, con due pesi e due misure, incapaci di prendere posizioni che possano dare dignità ai cittadini. Insomma, com’e’ possibile che alcuni processi si chiudono dopo alcuni anni e nel nostro caso, a distanza di tre anni e mezzo, non ne sia ancora iniziato uno, con tutte le denunce e successive inchieste sul decesso di mia figlia? E badi che ci sono tanti cittadini che chiedono giustizia, beffati dalle norme, dalle prescrizioni dei termini e quant’altro, pur di impedire che giustizia sia fatta. Ecco, su questo dovremmo riflettere>>.

 

Nel suo caso come si sono comportate  le procure che hanno condotto le indagini?

<<Oggi mi sento di affermare che dopo il danno di chi ha causato la morte di mia figlia e che ha distrutta la mia famiglia, sto subendo pure la beffa della giustizia che non ha mai cercato la verità, arrivando all’archiviazione di inchieste sui medici che ritengo responsabili. Personalmente posso dire che sono stato trattato male pure dalla Procura di Bari. Nel 2015 avevo chiesto un incontro con il capo della Procura stessa e dopo varie istanze mi fu fissato un incontro, il 14 agosto, quando tutti gli avvocati sono in ferie: l’incontro era finalizzato per cercare una collaborazione che potesse aiutare  a  fare luce  alla mia vicenda, ma anche tentare insieme di mettere un freno ai tanti episodi di malasanità che si consumano nei nostri ospedali. Beh, dopo pochi minuti e dopo aver chiesto notizie in merito alla vicenda di mia figlia, la risposta fu che tutto il materiale era presso la Procura di Taranto e che era lì che mi dovevo rivolgere. Guardi, la realtà è che ho dovuto acquisire personalmente documenti che nessuna delle due procure  hanno mai acquisito; le denunce che ho fatto sono il frutto del mio lavoro e non di chi doveva investigare, tutta la verità si trova adesso nella documentazione clinica che io ho dovuto leggere con tanta attenzione. Insomma, com’e’ possibile che mia figlia a Taranto aveva già dal primo intervento un’emorragia oculare e un edema cerebrale cosi come ha raccontato un medico che ha partecipato al primo intervento? Mai hanno fatto una valutazione o un approfondimento sulla situazione cerebrale di Valeria? E come mai non hanno mai effettuato un elettro-encefalogramma o una Tac? Ricordo che molte ore prima dell’arrivo dei medici del Policlinico di Bari, per ben due volte prima a mia moglie e poi al sottoscritto veniva detto che per mia figlia non c’era più speranza e allora cosa sono venuti a fare i medici da Bari? Perché oggi non c’e’ traccia in tutta la documentazione clinica di esami sulla situazione cerebrale, nonostante lo stesso medico dell’equipe lo riporta in cartella clinica?>>

 

Scusi Lepore, che idea s’è fatta sull’intera vicenda?

<<Beh, l’idea che mi sono fatta è collegata al comportamento avuto dai diversi medici che hanno prestato cure a mia figlia, tentando a ogni costo di nascondere la verità. Io sono convinto che mia figlia era già morta a Taranto e che hanno inscenato la storia del tentativo ultimo salvavita, riservandosi cosi di comunicare la morte cerebrale in qualsiasi momento, quando lo decidevano: ecco spiegata l’assenza  di Tac ed elettro-encefalogramma. Magari le hanno anche fatte, ma poi le han fatte sparire cosi come scrivono i nostri consulenti. Ora non chiedo giustizia, la pretendo>>.

da quotidianodibari.it

 

(articolo da "La Repubblica" del 08/11/2017)

 

Video da repubblica.it:

 

 

 

 

 

 

 

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Ultimo aggiornamento Venerdì 10 Novembre 2017 15:27
 

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